il pensiero umano viene attivato,
prevalentemente dalle argomentazioni
(Conclusioni provvisorie)

Il passaggio dalla tradizione orale alla tradizione scritta ha costituito una frattura epistemica, nella cultura umana, segnando il passaggio da un "modo di pensare" basato sulla parola (poetica) e sulla musica, ad un altro modo di pensare basato sul ragionamento e sul pensiero argomentativo.
È stata fortemente sviluppata, rispetto al periodo precedente, la capacità logica che permette l'analisi e la sintesi di concetti complessi.
Secondo lo psicologo David Olson il passaggio dall'oralità alla scrittura segna anche il passaggio dalla conoscenza di senso comune (concepito per scopi sociali più che logici) alla conoscenza scientifica (codificata per la riflessione, per la ricerca di leggi universali, ecc).
Si può affermare che la scrittura (e la lettura ad essa associata) abbia reso possibile forme simboliche essenziali per lo sviluppo della cultura (storia, scienza, filosofia, ecc). Il pensiero umano viene attivato, prevalentemente, dalle argomentazioni, mentre l'affettività viene attivata dalla parola poetica.
Come scrivono i formatori Manuele De Conti e Matteo Giangrande nel libro Debate (p.53): "Gli atti intuitivi, noetici, immediati dell'intelletto non permettono alcuna comunicazione della conoscenza. I processi discorsivi, dianoetici, mediati dalla ragione, al contrario, rendono possibile la trasmissione e la ricezione di informazioni, lo scambio di opinioni, la comunicazione del proprio pensiero e la sua comprensione da parte di altri individui razionali."
Distinguere le buone dalle cattive argomentazioni, nei discorsi o nei testi degli altri, non è facile ma è importante se non si vuole essere manipolati dalle opinioni altrui.

A chi piace il pensiero razionale e l'argomentazione?

Il filosofo Pietro Alotto, descrive la funzione della categoria degli "atti linguistici persuasivi" ai quali appartiene l'argomentazione:

Il manifesto pubblicitario, l’arringa difensiva, il comizio politico, i saggi di argomento filosofico, scientifico, storico o sociale, gli articoli di fondo di un quotidiano, le esortazioni dei genitori, le prediche dei sacerdoti, il corteggiamento insistente di un amante per la persona amata, sono tutti “discorsi” volti a persuaderci a credere o a fare qualcosa. Diversamente da altri tipi di atti linguistici come le richieste, i comandi, ecc. che possono essere espressi anche in una sola frase, gli atti linguistici persuasivi possono raggiungere il loro scopo solo se unite in unità più complesse, di più frasi. Un atto linguistico direttivo, espresso in una frase (esci immediatamente da questa stanza!) può raggiungere immediatamente il suo scopo, ma un atto linguistico persuasivo se vuole raggiungere il suo scopo deve essere costruito con almeno due frasi: esci immediatamente da questa stanza, se non vuoi finire arrostito! La prima frase assume la funzione di affermazione, tesi, la seconda quella di motivazione, di argomento a supporto, di ragione per fare quanto affermato nella prima frase.

La distinzione tra coloro cui piace argomentare e le persone incapaci di farlo è, metaforicamente, ben evidenziata da un racconto dello scrittore Lion Feuchtwanger (Odisseo e i maiali) che prende spunto da un episodio dell'Odissea, ossia il soggiorno presso la maga Circe, sull'isola di Eea, durante il quale la maga aveva trasformato i compagni di Odisseo/Ulisse in maiali. Odisseo voleva ritrasformarli in uomini e, a tal fine si era procurato un'erba magica e aveva addormentato Circe per farlo indisturbato. Dopo si mise a chiamare i compagni (p.41):

 

Coraggio, amici, ascoltatemi, intendetemi. Il grande Dio Ermes mi ha dato quest'erba moly per sciogliere l'incantesimo. Lasciate che vi sfiori le setole e ridiventerete esseri umani. Assumerete le sembianze  che vi sono familiari. Ma essi, ancor più impauriti di prima, si scostarono e grugnirono spaventati e strepitarono come se su di loro incombesse una sventura e, poichè la porta del porcile era aperta, fuggirono passandomi davanti, e vidi i loro pingui ventri allontanarsi sulle svelte zampette. Io però non capivo e avevo il cuore in subbuglio. "Alla fine, avvicinandomi di soppiatto, riuscii a sfiorare con la mia radice uno dei maiali. Subito l'ispido involucro cadde e mi si parò davanti il mio compagno Elpenore, il più giovane tra noi, un giovane come tanti che non eccelleva in combattimento e non era nemmeno dotato di particolare intelligenza. Mi si parò davanti eretto, in sembianze umane. Ma, contrariamente a quanto mi aspettavo, non mi abbracciò e non esultò nè fu contento. Imprecò, invece, e mi disse: "Malvagio, uomo senza pace, sei già tornato? Vuoi tormentarci di nuovo, esporre il nostro corpo ai pericoli ed estorcere al nostro cuore scelte sempre nuove? Era dolce essere com'ero, rotolarmi al sole e nel fango, lanciarmi nel trogolo e nell'abbeveratoio, grugnire libero dal dubbio: devo fare questo o quello? Perchè sei venuto a ricacciarmi nell'odiosa esistenza di un tempo?"

Secondo Feuchtwanger l'essere umano è irredimibile: preferisce non pensare, non prendere decisioni, poltrire (se la situazione glielo permette).