Ad approfondire la pratica dell’origami e a ritenerla un modo per esprimere la fantasia, ma soprattutto un metodo ludico educativo, fu Friedrich Fröbel (pedagogo tedesco ideatore del primo asilo infantile) che riconobbe, in questa, caratteristiche pedagogiche valide per lo sviluppo in età evolutiva.
Egli propose l’origami come strumento per sviluppare la coordinazione motoria; introdusse la tecnica della piegatura “origami” come attività ludico-didattica all’interno dei suoi “giardini d’infanzia” e sosteneva che la creatività si esprime sia nel gioco, che nell’operatività, con l’obiettivo di preparare il bambino alla crescita; vi attribuisce anche la qualità di potenziare le facoltà intellettive, sostenendo l’esistenza di un nesso tra dinamicità e intelligenza.
Le continue trasformazioni della materia attraverso la mano e la mente dell’uomo conducono al progresso; per questo motivo F. Fröbel attribuisce all’origami un grande valore formativo inteso come canale di comunicazione con il mondo esterno, oltre che rappresentare un possibile esercizio per esprimere in modo equilibrato le proprie emozioni, rivelandosi un sostegno all’integrazione nel contesto della società.
Attraverso l’origami si concretizza l’idea, si realizza un modello, si plasma una materia.
Ravvisando nella tecnica della piegatura della carta un veicolo efficace per coadiuvare l’abilità manuale e la precisione, F. Fröbel utilizzò quest’arte per applicare anche alcune semplici regole di geometria e simmetria, che aiutano a sviluppare la coordinazione motoria nonché altre peculiarità nell’ambito delle dinamiche socio-educative.
Osservando la simmetria di un semplice aquilone si può notare che altro non è che il presupposto per ottenere origami più elaborati; questi infatti prendono forma attraverso moduli di natura geometrica di base (quadrato, rettangolo, triangolo, esagono ecc.), da cui poi si snodano diverse variazioni che producono modelli più complessi.
Il procedimento per ottenere la realizzazione di figure si può suddividere in più momenti nei quali sono fondamentali la continuità e la consequenzialità.
Seguendo la logica dello svolgimento di un origami si può facilmente notare che, a seconda del modo in cui si piega la carta, essa produce un risultato differente, sia verso destra che verso sinistra, sia nel prima che nel dopo, che nella dimensione spaziale.
La successione dei passaggi è da ritenersi principio indispensabile,
e di questo prenderà coscienza il bambino, allenando l’osservazione e la facoltà di ricordare l’immagine, sviluppando la percezione visiva e la lateralità.
L’arte di piegare la carta favorisce la cognizione del rapporto nella dimensione spazio temporale e il coordinamento oculo-manuale.
Tuttavia, la stabilità posturale, che consiste nella corretta impostazione della spalla, del braccio, della mano è la premessa per l’esatta fabbricazione degli oggetti derivati dall’origami.
Importanza fondamentale per l’esecuzione di questi è rispettare la regola della precisione: senza l’impiego di giusti movimenti progressivi non è possibile costruire il modello progettato che si era stabilito.
L’origami è considerato strumento idoneo a integrare in modo globale la coordinazione motoria perché coadiuva la fluidità dei gesti nella loro dinamica funzionale di associazione e dissociazione.
Si rivela inoltre come metodo adatto per migliorare la disarmonia della grafia, facilitando la potenzialità di apprendimento della scrittura; favorisce la scioltezza manuale e può anche essere adatto per risolvere semplici problemi di aritmetica, nonché di ausilio nelle asimmetrie di calcolo.
Possiamo considerare con attenzione alcuni aspetti rilevanti di quest’arte sia sul piano didattico che su quello educativo.
La caratteristica peculiare si osserva nella funzione della motricità fine:
è utile per rendere più agile il movimento delle dita, quindi per migliorare l’abilità grafomotoria.
Facilita la coordinazione visuo-spaziale: realizzando una figura si prende coscienza delle modalità delle pieghe, che vengono effettuate seguendo una specifica direzione, riconoscendo in esse modelli geometrici diversi.
Mediante la tecnica della piegatura della carta emergono infatti angoli acuti, ottusi, linee rette, curve, diagonali, che permettono di creare strutture piane e solide che prendono forma in una precisa dimensione o che risultano diversamente orientate nello spazio.
La comprensione di questi concetti e la coerenza delle proporzioni permettono di acquisire le regole di divisione e segmentazione, collegamento, separazione.
Questo sistema agevola la cognizione dell’organizzazione spaziale.
Concentrazione e attenzione sono requisiti che consentono di realizzare gradualmente oggetti o persino numeri e lettere, quindi comporre serie o parole.
Riprodurre le azioni seguendo uno schema grafico, si esercita la memoria associativa e si recepisce la nozione del susseguirsi del tempo e l’evolversi delle cose, e l’attuarsi del pensiero; inoltre si acquisisce autonomia in quanto si promuove lo spirito di iniziativa.
Questo processo, graduale e ordinato, guida alla comprensione delle imprecisioni e induce all’accettazione delle regole e al controllo delle energie su di sé; aiuta ad affrontare e superare le difficoltà, educando ad eseguire comportamenti con meticolosità, accuratezza, riflessione, sviluppando l’intelligenza e favorendo un buon avviamento alla grafo motricità.
L’origami è per un bambino un divertente “viaggio” alla scoperta del mondo delle forme, che stimola la curiosità, la fantasia e l’interesse con un approccio alla dimensione geometrica, in maniera ludico-didattica, mettendo in moto più processi del percorso evolutivo; è un cammino verso l’acquisizione della capacità di orientamento spaziale, di consapevolezza della temporalità, del divenire della materia.
Si configura quale meccanismo che coinvolge attivamente e prepara alla costruzione e alla creazione, dal nulla, di un prodotto concreto; si rivela un’esperienza di percezione e cognizione, che si snoda attraverso l’esplorazione dello spazio, la coordinazione motoria e conduce alla ricerca di soluzioni, nonché alla comunicazione relazionale, sollecitando la collaborazione e la complementarietà con il mondo esterno.
È quindi un mezzo per sperimentare la memoria, la concentrazione, la sequenza temporale, l’attività creativa, il mutamento e rappresenta una forte valenza educativa perché la sua simbologia racchiude il profondo significato del cambiamento, della trasformazione che va assimilata prendendo esempio dalla natura così semplice ma così perfetta, che trascorre il tempo con saggia lentezza fino a raggiungere l’armonia delle forme.
Questi passaggi riassumono le fasi esistenziali dell’età evolutiva durante le quali il bambino impara a individuare, attraverso le esperienze, con graduale consapevolezza, i momenti della vita, appresi con responsabilità, portando a compimento tutte le tappe della crescita fino a raggiungere l’equilibrio interiore.