Chi sono

Il Dottor Ugo Contrario

Alter ego e pseudonimo del proprietario e ideatore di Serendipty. Una voce deliberatamente scomoda, incaricata di dire ad alta voce ciò che il suo autore preferisce non addolcire.

Classe 1956. Già transitato per l'età della pensione, una fase della vita in cui la collettività si aspetta che tu ti metta a dare cibo ai piccioni o a commentare i cantieri edili. Ho preferito destinare quel che resta del mio tempo a occupazioni ben più logoranti.

Ecco il perimetro delle mie attività, per chi pretende un inventario:

L'Origami: Praticato non per grazioso passatempo domestico, ma come esercizio ascetico di precisione geometrica e spietato controllo del gesto. La carta non ammette scuse né approssimazioni: o la piega è esatta, o hai fallito.

Il Karate: Quinto Dan di Karate Shotokan alla scuola del Maestro Shirai. Ho passato decenni a insegnare che un pugno non serve a fare amicizia o a ricevere medaglie di plastica, ma a rompere gli alibi di chi si trincera dietro le proprie scuse. Sul tatami non esistono opinioni rispettabili: esiste solo la biomeccanica della verità e l'impatto con la realtà.

La Psiche e la Filosofia Pratica: Lasciate perdere i trattati polverosi per accademici inaciditi o i manualetti di consolazione emotiva da salotto. La filosofia o si pratica come bisturi sulla propria carne, o è solo ginnastica verbale per far bella figura a cena. Il pensiero critico non è un'opinione: è l'unico strumento per attraversare l'esistenza senza farsi lobotomizzare dal coro.

La Repubblica Italiana Utopica: Come avrete già avuto la disgrazia di constatare, sono l'ideatore di questa carrozzeria ministeriale, di cui interpreto all'occorrenza i ruoli più sgradevoli (commissari, questori e ispettori della logica).

A margine di questo arsenale, trovate una modesta sezione in cui registro cose viste, lette o ascoltate che meritano di non essere dimenticate. Per ora langue, ma se la pigrizia non prevale, potreste trovarci qualche vera e propria perla in grado di irritarvi a dovere.

Dottor Ugo Contrario in una scena surreale di reparto psichiatrico
Nota a verbale del Dott. Ugo Contrario:

Vedo già la faccia della generazione giovanilistica e dei tuttologi da tastiera, quelli cresciuti a latte di soia e pedagogia progressista, che leggendo queste righe si scandalizzano perché un anziano classe cinquantasei rifiuta categoricamente il ruolo pietoso e rimbambito che la società contemporanea ha cucito su misura per i pensionati.

Pretenderebbero che passassi il resto dei miei giorni a intenerirmi davanti a un nipote virtuale o a scodinzolare sui social network elemosinando like da perfetti imbecilli, magari facendomi la tinta ai capelli radi e indossando felpe improbabili per sembrare "giovane dentro".

Vi spaventa l'idea che a settant'anni si possa ancora possedere un cervello funzionante, una spina dorsale non inacidita dalla retorica del buonismo e, soprattutto, una mira eccellente quando si tratta di rispedire al mittente le vostre frottole.

Lamentatevi pure della mia ruvidità geriatrica: la verità è che non tollerate l'esistenza di qualcuno che non si è fatto lobotomizzare dal coro e che usa il tempo libero non per spegnere quel poco di lume che vi è rimasto, ma per affilare la lama.

Continuate pure a invocare la comprensione e l'empatia universale mentre vi sgretolate nell'insignificanza; io preferisco restare qui, scomodo e piantato nel mio ortodosso disprezzo per la vostra imbecillità cronica.

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